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sia questo il tempo
risvegli.
post pubblicato in Diario, il 11 settembre 2010


 

Saltarono dai piani in fiamme  giù
uno  due  altri ancora
più in alto  più in basso.
Una fotografia li ha colti mentre erano vivi
e ora li preserva
sopra il suolo   diretti verso il suolo.
Ognuno di loro ancora intero
con il proprio volto
e il sangue ben nascosto.
C'è ancora tempo
perchè i loro capelli siano scompigliati
e perchè chiavi e spiccioli
cadano dalle loro tasche.
Essi si trovano ancora nel reame dell'aria
entro i luoghi
che hanno appena aperto.
Ci sono soltanto due cose che posso fare per loro
descrivere questo volo
e non aggiungere una parola finale.

wislawa szymborska    ( 2002)

 

 

 




permalink | inviato da pasqualedigennaro il 11/9/2010 alle 8:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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post pubblicato in Diario, il 1 gennaio 2010


 

Dicon che fingo o mento
quanto io scrivo. No:
semplicemente sento
con l’immaginazione
non uso il sentimento.

Quanto traverso o sogno
quanto finisce o manco
è come una terrazza
che dà su un’altra cosa.
E’ questa cosa che è bella.

Così, scrivo in mezzo
a quanto vicino non è:
libero dal mio laccio,
sincero, di quel che non è.
Sentire? Senta chi legge.

Fernando Pessoa




permalink | inviato da pasqualedigennaro il 1/1/2010 alle 20:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Eccoci qua !
post pubblicato in Diario, il 31 luglio 2009


 un po' in ritardo ma ci  sono , alla chiamata del mitico S&B non si può non rispondere.

 

 

DISPACCI  di  Michael Herr

 

 

 

Michael Herr all’epoca non era molto più vecchio dei ragazzi che osservava combattere in prima linea in Vietnam, incrudeliti, cinici e smarriti, catturati da una spirale di violenza senza limiti che coinvolgeva americani e vietcong. C’era chi esorcizza il quotidiano terrore facendosi una collana con le orecchie dei nemici; chi metteva in posa i cadaveri per scattare foto ricordo; chi si lasciava andare a lunghi, interminabili deliri di follia.  .Michael Herr è stato giornalista in Vietnam tra il 1967 e il 1969 . importante il  contributo di Herr  alla realizzazione di due dei più famosi film sul Vietnam: Full Metal Jacket di Stanley Kubrick e Apocalypse Now di Francis Ford Coppola. Oggi Herr vive lontano dai riflettori, non concede più interviste e ha smesso di scrivere.

 

 

FUOCO NELLA POLVERE  di  Joe R. Lansdale

 

 

La testa di Buffalo Bill  a bordo di uno Zeppelin diretto verso il Giappone? Ovvio, porta in tournée il suo spettacolo viaggiante, il Wild West Show. Ma che fine ha fatto il resto del suo corpo? E soprattutto, la sua è una missione così innocua come sembra?
 Joe R. Lansdale imprevedibile e bizzarro, mescola i generi come nessun altro sa fare.  Solo lui poteva gestire questo rutilante carosello di avventure nel quale non c'è mai limite alla fantasia.

 

 

Piccole donne uccidono  di L. M. Alcott

La raccolta racchiude quattro  racconti che  affrontano temi come suicidio, pazzia, omicidio e poteri occulti;  descritta così la raccolta potrebbe sembrare molto accattivante e capace di svelare un sorprendente lato nascosto della dolce Alcott,  ma non è così, perché tutti i racconti incarnano i classici stereotipi e colpi di scena da romanzo gotico e sentimentale.

 

 

 

PETROLIO  di Per Paolo Pasolini

 

 

 

 

 

Scritto dal 1972 fino alla morte e pubblicato postumo nel 1992, “Petrolio” era stato pensato da Pasolini come un romanzo di frammenti di duemila pagine.   L’opera era intesa come il “preambolo di un testamento” dell’autore immaginario che Pasolini, profetizzando la sua stessa fine, aveva immaginato “morto ucciso a colpi di bastone, a Palermo”. Capolavoro narrativo, “Petrolio” - nella sua struttura incompleta, fatta di interruzioni e ripetizioni - è una summa delle tematiche pasoliniane, racconto di corpi senza amore, di carnalità e sesso, e appassionata analisi politica. La costruzione di uno spaccato dell’epoca, attraverso le storie di personaggi come Carlo, rispettabile funzionario dell’ENI dalle passioni omosessuali nascoste, è epica, per la molteplicità delle voci e dei corpi recitanti.

 

Il guardiano de frutteto  di C. McCarthy

 

 

Tre uomini, collegati fra loro da un cadavere ignoto e minaccioso, vanno incontro al loro destino mentre McCarthy esplora sottili questioni di amicizia e di lealtà, maturazione e disincanto. Le vicende dei personaggi, narrate in un succedersi di brevi scene di immediato impatto visivo e grande forza drammatica, hanno come sfondo un paesaggio arcaico,  I personaggi di McCarthy convivono con una natura che non ha nulla di idilliaco, Una natura poetica e violenta come il destino degli uomini.
 



permalink | inviato da pasqualedigennaro il 31/7/2009 alle 23:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
operai ...
post pubblicato in Diario, il 17 maggio 2009




Eravamo apprendisti di vita
In quel tempo
l’immaginazione invece di andare al potere
si ficcò nelle pieghe fetide della storia.

Conoscevo uno ad uno
gli uomini della colata n° 3
e ci commuoveva ancora
l’ultima lettera dal carcere.

Il tempo passò, passarono i profumi,
l’odore acre del catrame,
la crudeltà della fabbrica …

oggi dobbiamo stare più attenti,
si rischia di più,
detta tranquilla :
il mondo è dei figli di puttana !




permalink | inviato da pasqualedigennaro il 17/5/2009 alle 14:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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post pubblicato in Diario, il 7 maggio 2009


et  voilà ... !




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fuori il cielo c'è ...
post pubblicato in Diario, il 17 aprile 2009




un omaggio a mio nipote  Emiliano Pepe in attesa del suo ritorno da New York 

 










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...
post pubblicato in Diario, il 14 aprile 2009


 
 Io credo che abbiamo preso un grosso abbaglio in questa faccenda della vita e della morte.
Credo che ciò che chiamiamo la mia ombra sulla Terra sia la mia sostanza vera.
Come ostriche che osservano il sole attraverso l’acqua e ritengono quell’acqua densa la più sottile delle atmosfere.
Credo che il mio corpo sia soltanto la feccia del mio essere migliore. Di fatto , prenda il mio corpo chi vuole: prendetelo, non sono affatto io.
E allora ........  venga la lancia sfondata, e il corpo sfondato, quando vogliono, poiché, di sfondarmi l’anima, nemmeno Giove è capace.

Da “Moby Dick” di H. Melville




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post pubblicato in Diario, il 20 marzo 2009


 



... di  parole  ...




permalink | inviato da pasqualedigennaro il 20/3/2009 alle 19:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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